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I mercati russi

Sunday, December 18, 2016

Adoro girare tra le bancarelle dei mercati, ma si badi bene, intendo i mercati veri non i vari mercatini delle sagre paesane, o i mercatini di Natale, oppure ancora i falsi mercati di antiquariato oggigiorno tanto di moda.

Io amo i mercati rionali o quelli periodici di paese dove normalmente si fanno le spese per la famiglia, dove si acquista la frutta e la verdura, la carne e il pesce, i latticini, i dolci o le spezie. Mi fa impazzire girare tra i profumi pungenti ed i colori forti delle spezie.

 

Astrakhan - Venditrici di pinzimonio.

 

È un’emozione che viene da lontano dalla mia infanzia, quando mia madre ogni mercoledì mi portava con sé al mercato del mio paese dove facevamo le spese per l’intera settimana.

Ai tempi a San Daniele non c’erano né i supermercati né tanto meno i centri commerciali, la spesa si effettuava quasi quotidianamente, a tappe, un po’ dai venditori ambulanti che passavano periodicamente per le vie, un po’ nei piccoli negozi alimentari collocati nei borghi del paese e un po’ proprio nel mercato settimanale.

 

Mosca - Negozietto di alcolici e pesce.

 

Amavo ed amo questi contesti perché incontri le persone semplici, le persone comuni, quelle che vivono veramente il luogo in cui ti trovi. I commercianti ambulanti e quelli del negozietto sotto casa, imparano un po’ alla volta a conoscerti e la loro bravura sta proprio nel ricordarsi di te e soprattutto dei tuoi gusti.

 

Astrakhan - Commesse al bancone della carne.

 

Al mercato vige il contatto umano, ci si ritrova con i conoscenti, si chiacchiera del più e del meno, il venditore che ti conosce, ti chiede della famiglia, del tuo cane, di come vada al lavoro e tu fai lo stesso. Non è solo un rapporto di vendita-acquisto.

In Russia ho avuto modo di frequentare un sacco di questi magnifici mercati, la maggior parte dei quali coperti, a causa del clima rigido che avvinghia il paese per buona parte dell’anno.

Allocati in strutture architettoniche interessanti o sotto improvvisate tettoie di legno, popolati da etnie diverse a seconda del prodotto commercializzato, sono sempre dei luoghi ricchi di suoni ed odori, di sguardi, di risate e perché no, anche di trattative dai toni infervorati.

A Mosca per esempio data l’imponenza della città, ci sono persino mercati tematici, ovvero specializzati in una particolare nicchia di mercato: ad esempio ci sono i mercati dei prodotti alimentari, quelli degli abiti in pelle o pelliccia, il mercato per gli appassionati di animali, quello per i pescatori, quello per i souvenir, e via dicendo.

Esiste persino una mappa cittadina, come quella della metro, che indica tutti i mercati per tipologia di merce venduta.

Con il tempo specialmente nelle grandi città i tradizionali mercati rionali sono stati sostituiti da delle collocazioni che più si avvicinano al concetto di centro commerciale, o fieristico, ma nelle altre città invece i mercati sono ancora fermi al glorioso passato.

 

Astrakhan - Bolshie Isadi

 

Ad Astrakhan per esempio la prima volta che entrai nel mercato “Bolshie Isadi”, rimasi impressionato da come veniva ordinata la merce sui banchi, le verdure e la frutta erano impilate in ordine quasi maniacale rispettando una imposta sequenza di colori, le uova erano pulite e accatastate ordinatamente, le insalate tipiche locali impilate in montagnole straripanti, il caviale, che prima di allora avevo visto solo nei film, era anch’esso esposto in montagne colorate a seconda del pesce che lo aveva prodotto. Avevo quasi il timore di scegliere uno dei prodotto di quelle composizioni per non rompere i magnifici equilibri creati.

 

Astrakhan - La simpatia dei venditori.

 

Al mercato centrale di Orenburg invece, a correre tra i vialetti creati dalle bancarelle mi son quasi perso girando in tondo tra immagini che mi sembravano apparentemente identiche, ma a riportarmi sulla giusta via sono stati proprio i venditori locali che dopo sole poche volte oramai avevano imparato a conoscermi.

 

Lipetz - Il bancone delle uova.
 

Ero l’italiano che un paio di volte al mese arrivava e faceva il carico di cioccolatini kazaki, spezie e frutta secca. Era bello arrivare dai miei venditori fidati e vederli mollare tutto per venire a salutarmi con una calorosa stretta di mano.

Ogni persona che ho incontrato nelle mie scorribande tra le bancarelle dei vari mercati visitati, mi ha regalato un sorriso, una parola “gentile”, una cortesia, e nel chiedermi da dove venissi ho visto i loro occhi illuminarsi di rispetto e orgoglio al solo nominare il mio paese: l’Italia.

Si rimane stupiti dalla conoscenza che i russi hanno in genere del nostro paese, ne conoscono l’arte, la geografia, la storia, anche senza nemmeno esserci mai stati.

È il potere della cultura, del leggere, del documentarsi; infatti, in genere sono proprio le persone che probabilmente non possono permettersi di intraprendere un viaggio oltre i propri confini che dedicano buona parte del loro tempo a viaggiare con la mente, prendendo spunto dalle amate letture.

Gli scherzi della vita, mentre gran parte degli italiani che sono nati e cresciuti nel bel mezzo di un paradiso paesaggistico, di arte e cultura, nemmeno si accorgono della grande fortuna che hanno.

 

Astrakhan - Commessa.

 

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