• Andrea Sivilotti

Volere è potere?


A volte, anzi ultimamente spesso, mi chiedo se la nostra classe dirigente sia veramente così incapace e inadeguata o se sia solo un modo per mascherare la non volontà di risolvere i problemi che affliggono la società.

Nel mio lavoro quasi quotidianamente, assieme allo staff di cui faccio parte, siamo impegnati a risolvere problemi di varia entità e vario genere, e la prassi per affrontarli e risolverli è sempre la stessa:

  1. analisi del problema;

  2. ricerca delle possibili soluzioni;

  3. vaglio dei pro e dei contro di ogni singola soluzione;

  4. scelta della soluzione con maggior possibilità di riuscita e soddisfazione tecnico economica.

In questo semplice processo ogni fase elencata ha un suo peso, e risulta molto importante il fatto di non trascurare possibili soluzioni.

Spesso infatti si tende a dar per scontato che le soluzioni più semplici e ovvie siano le meno appropriate, ma spesso non è così.

Ecco allora che il vaglio delle possibili soluzioni va fatto senza esclusioni di sorta, e partendo per l’appunto dalla più banale e via via, per accertata non idoneità, si passa alla successiva.

Un metodo ovvio direte voi, non dici nulla di nuovo, ma allora perché i nostri politici non operano con ugual metodo nella ricerca e soluzione dei problemi della nostra quotidianità?

Voglio provare a fare un piccolo esercizio applicato.

Problema:

Crisi economica che si protrae da almeno un decennio.

Evidenza:

  • Il mercato è stagnante;

  • il commercio è fermo;

  • le imprese chiudono per mancanza di commesse e per la stretta morsa delle banche su fidi e scoperti;

  • l’italiano medio non spende più in quanto non ha più di che spendere;

  • le riserve accumulate negli anni anti crisi sono oramai consumate;

  • aumenta la disoccupazione e con molte persone a casa senza lavoro diminuisco le entrate in termini di tasse e contributi, oltre ad aumentare le uscite per sussidi;

  • alle famiglie mancano i fondi per saldare le rate mensili di mutui e finanziamenti;

  • a causa della mancanza o dell’inadeguato reddito le banche non concedono mutui e finanziamenti alle famiglie;

  • a causa dell’impossibilità economica, dell’esagerata pressione fiscale e dei privilegi consentiti ad alcune parti sociali, aumenta l’evasione fiscale e contributiva;

  • lo Stato a causa delle minori entrate e delle maggiori uscite provvede ad aumentare ulteriormente imposte e tasse colpendo i pochi che ancora le pagano.

Risultato:

Si è innescata una spirale involutiva senza precedenti. Alcune parti della società e della politica cavalcando il dissenso ed il malessere generale, spingono le masse più impressionabili al rifiuto dell’ordine istituzionale, all’odio reciproco e al completo disinteresse per l’operato della macchina politico-amministrativa (tanto son tutti uguali).

A mio avviso alcune possibili soluzioni ci sono e così provo ad illustrarle:

Soluzioni a breve termine, impatto immediato e validità anche sui diritti acquisiti (pregressi).

  1. Eliminazioni dei privilegi di alcune categorie (politici, amministrazione pubblica e chiesa in primis);

  2. Inserimento di tetti massimi alle retribuzioni di lavoro e pensionistiche;

  3. Innalzamento delle soglie minime alle retribuzioni di lavoro e pensionistiche;

  4. Re-inserimento equo-canone per affitti appartamenti e case a privati;

  5. Detassazione per prima casa, sia di proprietà che per chi affitta ad equo-canone;

  6. Detassazione per locazione di immobili commerciali/artigianali;

  7. Raddoppio delle imposizioni per appartamenti, case, locali commerciali/artigianali sfitti;

  8. Eliminazione delle agenzie di lavoro e ripristino dell’ufficio di collocamento a carico dei Comuni;

  9. Eliminazione del sussidio di disoccupazione per persone al di sotto dei 50 anni, salvo categorie protette;

  10. Obbligo di accettazione dell’impiego proposto dall’ufficio di lavoro per persone al di sotto dei 50 anni;

  11. Detassazione e finanziamenti agevolati per le piccole attività artigianali e commerciali che occuperanno locali sfitti nei centri storici dei paesi e delle città di provincia;

  12. Eliminazione dei monopoli di Stato e liberalizzazione delle licenze di categoria;

  13. Eliminazione di tutte le agevolazioni e i finanziamenti pubblici ad enti e società private che svolgono attività in concorrenza con l’attività pubblica (esempio: trasporti, scuole, sanità, ecc.);

  14. Obbligo di parità di bilancio per tutti gli enti e società pubbliche;

  15. Immediato accorpamento dei Comuni al di sotto dei 5000 abitanti, con tutela degli uffici per i servizi essenziali nei Comuni accorpati;

  16. Penalizzazione per i Comuni che subappaltano lavori per la manutenzione ordinaria del territorio e finanziamenti agevolati per azioni di impiego nuovo personale per dette opere;

  17. Agevolazioni per le amministrazioni che impiegano nei subappalti società già presenti sul territorio;

  18. Obbligo di assunzione da parte di tutte le istituzioni del pubblico impiego sino a copertura di tutti i posti vacanti, compensando le uscite per le nuove assunzioni con l’imposizione dei tetti alle retribuzioni più alte;

  19. Chiusura di tutte le attività collegate al gioco d’azzardo ed alle scommesse, ridimensionamento dei giochi a premi con imposizione di tetti massimi sulle vincite;

  20. Possibilità per il privato di scaricare dalle tasse tutte le spese sostenute per il mantenimento e la cura della famiglia, e le spese per l’abitazione;

  21. Possibilità per le piccole attività artigianali/commerciali e di servizi di scaricare dalle tasse tutte le spese sostenute per lo scopo imprenditoriale;

Soluzioni nel lungo termine, con adeguato piano di inserimento graduale delle nuove misure.

  1. Riappropriazione da parte dello Stato di tutte le attività cruciali e sensibili:

  2. distribuzioni di servizi quali acqua, gas, luce e servizi internet e telefonici;

  3. sanità;

  4. istruzione;

  5. pensioni;

  6. trasporti;

  7. viabilità.

  8. Avvio di un piano di revisione completa dei corpi di:

  9. Pubblica Sicurezza;

  10. Carabinieri;

  11. Guardia di Finanza;

  12. Esercito;

  13. Forestale; Così da redistribuire ad ogni corpo una sola competenza evitando i costosi ed inefficienti doppioni attualmente esistenti (esempio: sezioni antidroga, antiterrorismo presenti sia nel corpo di PS che nel corpo dei Carabinieri), spostare molte risorse sia in termine di persone che di finanziamenti, spesi attualmente per dei corpi superati ed inutili dell’Esercito, verso attività definite e chiare di altri corpi, ad esempio unione di forze quali: Parte non specializzata del corpo della Fanteria dell’Esercito spostata su Vigili del Fuoco e Protezione Civile; Parte non specializzata del corpo degli Alpini spostata su Corpo Forestale; Parte non specializzata della Marina Militare spostata sulla Guardia costiera; Lasciando così al Esercito solo corpi specializzati e ben addestrati. Di pari passo dovranno essere aggiornate le retribuzioni del personale attualmente impiegato nelle attività della prevenzione e sicurezza nazionali, incentivate da tutte le indennità di rischio relative. Oggi rischiano quotidianamente la vita e sono pagati meno di un usciere dei palazzi di potere, non hanno mezzi adeguati per poter svolgere degnamente la propria professione e sono in numero insufficiente per garantire la sicurezza Nazionale dei cittadini.

  14. Avvio di un piano generale di riapertura di uffici e caserme, adeguatamente attrezzati per il controllo e la prevenzione sul territorio e per il servizio al cittadino;

  15. Avvio di un piano Nazionale di ristrutturazione globale delle reti di distribuzione dei servizi quali: acquedotti, elettrodotti, fognature;

  16. Avvio di un piano Nazionale di ristrutturazione ed ampliamento delle reti ferroviarie minori, con inserimento di tratte che colleghino i paesi ai capoluoghi più abitati;

  17. Avvio di un piano Nazionale per la ristrutturazione e la resa antisismica di tutte le opere pubbliche con priorità su scuole ed ospedali;

  18. Avvio di un piano Nazionale per messa in sicurezza di tutta la rete idrica quali: fiumi, torrenti, canali, laghi artificiali, ecc.

  19. Avvio di un piano Nazionale di rivalutazione del territorio sul piano turistico e di ospitalità generale. Incentivazione di nuove attività e imprese di settore, obbligo delle amministrazioni locali ad interventi sul territorio per la conservazione della flora, della fauna e del paesaggio in generale.

Questo semplice programma a breve e lungo termine cosa porterebbe alla società?

Aumento dell'occupazione, quindi soldi in tasca alla gente, re-avvio del commercio, quindi ri-aperture di piccole imprese artigiane, quindi di nuovo soldi in mano agli imprenditori, nuove assunzioni per aumento commesse, ancora più persone con soldi in tasca. Le certezze lavorative riaprirebbero le strade dei mutui per la casa e per il finanziamento delle attività, quindi ri-avvio della macchina edilizia, grande volano economico italiano.

E ancora, maggiore sicurezza sul territorio, più tranquillità per le persone e le famiglie, maggiore controllo fiscale e quindi minor evasione con la conseguente diminuzione della pressione fiscale e maggiori entrate nelle casse dello Stato.

Insomma una spirale positiva.

A vederlo così non sembra poi così difficile ed irrealizzabile, che manchi la volontà?

Buona notte.

Andrea.

#Italia #Pensieri #Altro #Riflessioni

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