• Andrea Sivilotti

Pausa

Un lungo periodo di pausa e si ricomincia.

Lasciare traccia dei propri pensieri non è solo un piacere, ma anche un senso di dovere nei confronti della memoria, ecco perché continuerò a riempire le pagine di questo blog.

Oggi mi va di parlare delle letture che m’hanno accompagnato lungo la calda estate che si sta concludendo, letture leggere ma non per questo meno interessanti e degne di nota.

Prima però devo ricordare alcuni momenti significativi degli ultimi mesi, il primo, il più importante, riguarda la parte più spirituale della mia vita.

Da molti anni oramai pratico regolarmente la Meditazione Trascendentale e quest’anno, dopo averlo desiderato a lungo, ho esaudito uno dei miei più grandi desideri, completare il percorso di apprendimento delle tecniche avanzate di meditazione. Le nozioni e le esperienze vissute durante l’intero corso avanzato MT-Sidhi e durante la pratica del volo yoga, mi hanno letteralmente sconvolto l’esistenza. Ancora oggi, a distanza di un mese dalla fine del periodo di apprendimento, faccio fatica a concepire l’immensità di ciò che ho avuto in dono.

Un percorso iniziato molto tempo fa che mi ha portato e mi sta portando a vedere il mondo in un modo diverso, da un punto di vista diverso, da un luogo dove ogni cosa è possibile.

Un secondo momento degno di nota, riguarda più l’aspetto sociale della mia vita, “Social” si direbbe oggi, ovvero la decisioni di iniziare un percorso di uscita dall’attività sui “social network” per l’appunto.

Troppe banalità, mancanza di veri ideali, mancanza di coerenza, troppa cattiveria, odio, razzismo ad ogni livello, competizione smisurata, zero fantasia, ignoranza generale all’ennesima potenza, saccenza, presunzione, e così via, mi hanno proprio stancato.

Aprire la propria pagina nella speranza di leggere qualche cosa di interessante o acculturante e ritrovarti a leggere solo “spazzatura”, beh! mi son detto: non ho tutto quel tempo da perdere.

Ho iniziato quindi con l’eliminare dai miei contatti tutte quelle persone che non avevano niente di positivo, costruttivo e salutare da dire. Niente di personale, o quasi, ma preferisco crescere culturalmente e spiritualmente, ascoltando e leggendo chi ha qualche cosa di sano da insegnarmi, piuttosto che crogiolarmi nell’ignoranza dilagante all’insegna del motto: “essere ignorante è cult”.

Per me essere ignorante, perché ahimè lo sono, è un punto di partenza non di arrivo.

E allora torniamo alle letture di questa lunga estate, letture italiane, letture friulane prima di tutto. Non per smodato senso campanilistico, semplicemente perché in Italia e in Friuli, ci sono tantissimi bravi scrittori minori, poco conosciuti, ma di grande talento.

Immagine tratta dal web

Con questo non voglio dire che non ami la letteratura straniera, dico solo che l’italiano medio, ovvero colui che contribuisce a stilare con i propri acquisti, le classifiche di vendita dei libri, se deve scegliere tra un decantato thriller americano o un pregiato noir nostrano, sceglierà il primo, senza alcun dubbio.

Ma questo è un peccato.

Premiare seguendo l’onda commerciale o scartare per pregiudizio a priori, è un pessimo atteggiamento.

La storia ce lo ha insegnato un’infinità di volte che il pregiudizio è figlio dell’ignoranza; scrittori, pittori, scultori, artisti in genere snobbati, stroncati dalla critica o dal mercato durante la loro vita e riscoperti quando oramai era troppo tardi.

Un atto di resistenza culturale è dedicare le nostre attenzioni verso chi non ne ha.

A presto.

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