Una classe politica alla continua ricerca di un nemico che non c’è

Sabato 11 Aprile 2026 | Andrea Sivilotti

Oggi giorno la Politica o meglio, le persone che si spacciano per politici, sono alla continua ricerca di un nemico al quale contrapporsi, un nemico da combattere, senza se e senza ma e al quale affibiare il risultato dei propri fallimenti.

E non mi sto riferendo ai soli politici rappresentativi della destra più radicale da diversi anni al Governo, ma anche dei moderati ed ahimè anche da coloro che si sono appropriati indebitatamene di un posto che nella storia era appartenuto all’ideologia di sinistra.

Almeno da quarant’anni a questa parte, a turno, hanno individuato un nemico al quale addebitare tutte le malefatte che sono nate dalla loro mala gestione, a volte sono stati gli ebrei, altre i mussulmani, a volte i meridionali, altre gli immigrati, che a seconda del periodo storico, sono diventati: albanesi, africani, asiatici, ecc.

Poi c’è stato lo Spread, le pandemie, il prezzo del petrolio, le borse che crollano un mese sì e un mese anche e le guerre, già le guerre; peccato che tutte queste variabili, hanno sì il potere di influenzare le economie degli Stati, ma solamente perché i politici hanno sveduto ad esse la capacità di incidere sulle politiche dei propri paesi, di fatto consegnadoli nelle mani dei più spietati speculatori.

Ed ancora, non dimentichiamoci del motto richiamato ad ogni legislatura: “la colpa è di coloro che hanno amministrato prima di noi”, già, tutti i problemi non risolti e le promesse elettorali non mantenute durante il mandato, vengono addebitate alle precedenti gestioni, ai precedenti Governi.

Immagine tratta dal web

Il Politico, che dovrebbe essere il massimo assuntore di responsabilità, in quanto dovrebbe prendersi sulle proprie spalle il peso di tutte le proprie scelte, fatte per il bene della popolazione che governa, è divenuto il più grande scarica barili della categoria manageriale:

  • Mai nessuno che ammetta di aver sbagliato delle scelte;
  • Mai nessuno che chieda scusa;
  • Mai nessuno che a capo chino dia le dimissioni per comprovata inefficienza, incapacità, inadeguatezza.

Eppure, se oggi l’Italia è in una crisi così drammatica, è grazie alle scelte sbagliate di almeno quarantanni di mala Politica.

  • È stato il Governo Amado con l’accordo del 31 luglio 1992 che ha cancellato la “Scala Mobile”, valido sistema per adeguare automaticamente i salari e stipendi alla reale svalutazione della moneta, se questo non fosse avvenuto oggi molte famiglie non sarebbero così in difficoltà.
  • È stato il Governo D’Alema con la legge del 9 dicembre 1998 che ha cancellato “l’equo canone”, comprovato sistema per calmierare i prezzi degli affitti delle abitazioni, lanciandoli così in pasto alle fluttuazioni incontrollate del mercato; se questo non fosse avvenuto oggi non avremmo famiglie che  lavorano solo per pagarsi l’affitto di casa.

  • È stato il Governo Berlusconi il 1° luglio 1994 che ha liberalizzato le tariffe delle assicurazioni RC auto, che fino ad allora erano calmierate dallo Stato e seppur crescessero ogni anno, la crescita non poteva superare i limiti stabiliti dai Governi, se questo non fosse avvenuto oggi non saremmo costretti a pagare rate annuali che a volte superano anche il valore commerciale delle auto assicurate.

  • È stato il Governo Andreotti il 16 settembre 1991 che ha liberalizzato le tariffe di benzina e gasolio per autotrazione, promettendo vantaggi fantastici dalla libera concorrenza delle compagnie, contro le precedenti tariffe calmierate dal CIP Comitato Interministeriale Prezzi, che faceva in modo che fossero allineate con il reale costo della vita e non secondo le esose richieste delle compagnie petrolifere.

  • È stato ancora il Governo Berlusconi ad eliminare completamente l’imposta di successione dando così di fatto la possibilità, ai grandi proprietari di beni e capitali di non pagare un centesimo per il passaggio degli stessi ai propri eredi, andando così a togliere una grossa fetta di entrate, compensate con tagli sullo Stato Sociale. Meno male che poi il Governo Prodi nel 2006 l’ha reintrodotta per i capitali superiori al milione di Euro, ma il danno oramai era stato fatto.

  • Ed è stato ancora il Governo Amato a trasformare le USL in ASL, ovvero in Aziende Sanitarie, facendole così diventare delle vere e proprie Aziende alla ricerca del profitto e non delle entità volte a dare un Servizio Sanitario Nazionale degno di tale nome e con l’obbligo di chiusura dei bilanci mai in positivo, così come lo volle la Ministra Tina Anselmi in uno dei tanti Governi Andreotti.

  • Ancora Amato nel 1992 ha dato il via alle privatizzazioni di Enel (luce) e ENI (gas) trasformandole in società per azioni, lasciando poi ai futuri Governi Renzi e Letta il completamento dell’opera, così che oggi ci troviamo completamente in balia di un mercato libero incontrollato, a differenza per esempio, di paesi come Francia, Germania, Spagna e Olanda dove lo Stato ha un forte controllo sulle tariffe (calmierazione) delle società private in libera concorrenza.

  • E sono ben 19 le accise sui carburanti che vari Governi, dal 1935 ad oggi, hanno caricato per coprire spese di bilancio non previste, per criticità contingenti. Criticità che vanno dalla guerra in Etiopia appunto del 1935, alla crisi del Canale di Suez del 1956, passando per il disastro del Vajont del 1963, poi l’alluvione di Firenze, i terremoti del Belice, Friuli, Irpinia, ecc. fino all’ultima del “Salva Italia” del 2011. L’importo totale, considerata anche l’IVA arriva quasi al 60% del prezzo del carburante.

  • Per arrivare alla malsana idea di detassare i grandi capitali, iniziata con il Governo Renzi, poi con Draghi ed infine con il Governo Meloni. Il tutto mascherato dalla promessa di attrarre investitori esteri sul nostro territorio, a scapito dei soliti cittadini che continuano a vedersi tagliato il potere d’acquisto dei loro miseri salari e stipendi, fermi ad un costo della vita di oltre vent’anni fa.

È evidente che in Italia il mal Governo è Bipartisan, i politici di ogni area, a turno, hanno “violentato” uno Stato Sociale che garantiva a tutti, anche i più deboli di poter vivere in modo “dignitoso”, facendo arrichhire sempre di più chi già aveva molto e facendo impoverire chi aveva poco se non addirittura nulla.

E queste che ho citato, sono solo alcune delle scelte più vergognose e scellerate degli ultimi otto lustri. 

Ma per loro, i Politici di ogni periodo, le cause della perenne crisi italiana sono da cercare altrove.

Perché per i Politici il nemico è sempre in agguato, pronto a far fallire ogni loro miglior proposito. 

Ed intanto gli italiani che fanno?

Sopravvivono, rimanendo distanti da una Politica che li ha disgustati, senza rendersi conto che la diserzione verso l’interesse per la Politica, fa solo il gioco di chi vuole continuare a governare senza essere disturbato.

Eppure non servirebbe molto.

Basterebbe solo che lle prossime Elezioni Nazionali, un qualsiasi partito politico, senza tante pagliacciate come le ridicole rincorse a primarie per la scelta dei leader, preparasse un vero programma elettorale, ben dettagliato con indicate a chiare lettere quali misure volessero adottare, predisponendo già delle bozze di legge e indicando anche le tempistiche per la promulgazione delle stesse.

Il tutto corredato da un contratto chiaro con gli elettori, per rispettare esclusivamente quanto previsto nel programma, dove, alla conclusione di ogni anno legislativo, si vada a fare il punto per verificare lo stato di completamento dei punti previsti.

Garantendo altresì che a mancato raggiungimento delle mete previste e promesse, le dimissioni siano un obbligo e non una concessione successiva a proteste degli elettori.

A quel punto, forse, anche l’elettorato dormiente tornerebbe alle urne.

Poi però se a seguito di una ritrovata presenza elettorale, il voto tornasse a premiare i soliti faccendieri, bé allora per noi sognatori ed idealisti non ci resterà che far le valige ed abbandonare questo triste paese, destinato, per volontà dei suoi cittadini, ad affondare nell’acquitrino che si è scavato da solo.

Riflettiamoci sopra.

Buona vita a tutti.

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